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Radio Pirata
Le magnifiche imprese dei bucanieri dell'etere
Storia e istruzioni per l'uso

Radio Pirata ad Amsterdam



Tre stazioni pirata attive ventiquattro ore su ventiquattro, un convegno annuale sulle possibilità future dei mezzi di comunicazione, vari gruppi di persone che lavorano per creare una rete europea di collaborazione per un accesso piu’ libero alle nuovo tecnologie. Questo è quello che Amsterdam offre nel 1996 autocandidandosi a capitale della libera comunicazione in Europa.

Per conoscere meglio questo mondo di liberi pirati dell’etere è meglio fare un passo indietro andando a scoprire la storia della prima emittente libera di Amsterdam. Tutto ha inizio alla fine del 1985 quando un folto gruppo di squatter-punk decide di fondare una radio pirata completamente dedita al punk-rock, senza legami politici o altro. Nasce così Radio Dood (chiamata anche Radio Death) che unisce al suo interno vari cani scolti provenienti dal movimento punk e squatter che ad Amsterdam scuoteva al città fin dai primi anni ottanta. Radio Dood si contraddistinse subito da altre radio che trasmettevano da vari squat della città (in quel periodo erano attive StaatsRadio e De Vrije Keikzer che rappresentavano la voce del movimento punk anarchico) perchè non voleva trasmettere propaganda o informazioni, ma solo ore ed ore di punk rock puro, dando così spazio a un genere musicale che non trovava spesso spazio nelle selezione delle radio commerciali. La radio veniva gestita da una sola persona che si occupava di tutti gli aspetti tecnici. Vi erano poi i dj che si occupavano delle trasmissioni. Quando nel 1987 il tecnico decise di abbandonare la radio essa fu costretta a chiudere. La breve esperienza di R.Dood ha dato però lo slancio per la nascita delle altre radio libere di Amsterdam che possono così contare su una lunga tradizione di stazioni pirata. In questo momento sono attive ben tre stazioni che trasmettono ventiquattro ore su ventiquattro : Radio 100, Radio Potatoe e Vrije Keyser radio. Attorno a queste stazioni esiste un movimento di micro radio pirata che vengono attivate in occasione di particolari eventi come convegni, feste o anche rave all’aperto o all’interno di squatt. Uno dei risultati più grossi di questo movimento di radio libere è stato l’organizzazione e la partecipazione nel Gennaio 1996 del convegno “Next Five Minute” ,primo importante incontro sulla possibilità comunicative dei muovi mezzi di comunicazione. Il convegno si presentava come un vero e proprio pianeta per una comunicazione libera: sono stati allestiti server web interamente accessibili a tutti, due stazioni televisive pirata che trasmettevano in diretta gli incontri e naturalmente ben tre radio che mettevano a conoscenza tutta la città di quello che avveniva nei vari tavoli di discussione.
Qui di seguito due interviste, realizzate attraverso internet, a due esponenti del movimento delle radio libere di Amsterdam: Barsch Rock e Geert Lovink. Il primo è uno dei due fondatori di Radio Potapoe e rappresenta una delle voci più autorevoli dell’etere pirata olandese, il secondo è membro del Center for Tactical Media, un struttura per lo studio e l’utilizzo in chiave antagonista dei nuovi mezzi di comunicazione, è ci spiegerà i legali tra le radio e i vari movimenti attivisti presenti nella città.

Intervista a Barsch Rock di Radio Potapoe - Amsterdam

Quale è la tua esperienza con le radio pirata in Fm ?

Nel 1985 o 1986, non mi ricordo più bene, sono stato invitato a partecipare a Radio Dood (chiamata anche Dead o Death) da un gruppo di miei amici. Radio Dood era un stazione pirata punk-hardcore con circa venticinque persone coinvolte nel progetto. Le trasmissioni avvenivano quattro pomeriggi a settimana e per il resto del tempo veniva trasmesso in loop l’audio di alcuni horror film in modo da tenere il trasmettitore sempre in funzione. Lo studio era ben rifornito da una rara selezione di materiale radiofonico usato di terza o quarta mano. Ognuno dei menbri di Radio Dood si autotassava mensilmente per poter pagare le spese delle radio. La radio aveva una specie di direttore (che era anche il caporedattore, il tecnico, il boss insomma !) che era un personaggio mitico nella scena squatt di Amsterdam: faceva praticamente tutto, ascoltava i nuovi programmi ed era sempre a caccia di nuovi talenti radiofonici, riusciva a criticare sempre tutto e tutti i modo da avere il meglio da ogni programma, teneva un archivio magnetico di tutto quello che la radio trasmetteva. La gestione avveniva anche mediante riunioni a cui partecipavano tutti i dj della radio. Radio Dood smise di esistere il giorno in cui la riunione decise che in una radio punk il direttore era inutile portandola nel giro di una settimana alla chiusura completa.
Dopo questa esperienza nel 1987 abbiamo fondato V.R.O (Verenigde Revolutionaire Omroepen = united revolutionary broadcasting services) che avrebbe dovuto trasmettere con un ponte radio per il collegamento tra gli studi e il trasmettitore vero e proprio (come avviene in ogni radio commerciale) in modo da prevenire visite della polizia e sequestri dell’apparecchiatura trasmittente. Purtroppo questo sistema non funzionò mai bene e V.R.O. si rivelo’ un fallimento.
Alla fine del 1988 siamo poi ritornati nella vecchia sede di Radio Dood e abbiamo fondato Radio Potapoe. La radio era gestita attraverso due direttori-redattori e io ero uno dei due. Le trasmissioni sono iniziate con un solo pomeriggio di trasmissione e poi un mitico registratore a cassette con l’autoreverse ci ha permesso di poter preparare programmi da ritrasmettere in continuo di notte e di mattina. Radio Potapoe non vuole essere una stazione radio “classica”: non vuole diventare legale, non vuole mettere nel suo palinsestro novità discografiche. Le riunioni di tutti i dj si tengono raramente, solo i direttori si incontrano sempre. L’idea era di rimanere completamente anonimi all’interno della vita di Amsterdam anche se dopo un anno avevamo già il nostro Bar segreto , il Clun Pathetique, dove distribuivamo ad ascoltatori e sostenitori la prima uscita del Glossy Potapoe Lifestyle Magazine, un rivista completamente autoprodotta da tutti di redattori e dj della radio. Purtroppo con il passare del tempo i nostri progetti sono diventati sempre di più “virtuali” a causa del vari impegni di ognuno di noi è sempre più difficile fare riunioni di tutto i dj, spesso ci si trova in quattro o cinque e nessuno osa decidere nulla e alla fine si pulisce lo studio e si torna tutti a casa propria.

Quali sono i problemi legali e pratici per una stazione pirata Fm in Olanda ?

L’operare una stazione pirata in Olanda è naturalmente illegale, e potresti anche finire in galera per questo. Radio Patapoe è stata visitata dalla Polizia e dai Tecnici delle Poste una volta sola fortunatamente e il trasmettitore è stato spento prima che iniziasse la perquisizione: il controllo era stato effettuato a causa di un nostro disturbo sulla frequenze dell’aereoporto di Amsterdam. Naturalmente prima di riattivare la stazione abbiamo fatto controllare il nostro trasmettitore per evitare di disturbare di nuovo servizi pubblici. Nel 1991 la Polizia di Amsterdam fece chiudere Radio 100, un’altra voce pirata fm della città, dopo circa sei mei di indagini mediante intercettazioni telefoniche. I ragazzi di Radio 100 furono arrestati direttamente a casa poichè la polizia era a caccia di nastri che potessero incriminarli. L’incriminazione fu appartenza a organizzazione criminale (naturalmente il crimine era di trasmettere illegalmente). Furono sequestrate tutte le apparecchiature della radio, ei computer e le stampanti di un centro stampa gestito da alcuni Dj. Fortunatamente dopo un lungo processo tutti furono giudicati innocenti ma per riavere tutto l’attrezzatura e per ricominciare a trasmettere dovettero aspettare un anno e mezzo. In questi giorni i telefono dei ragazzi di Radio Patapoe sono sotto controllo e ci sembra di seguiti continuamente da agenti in borghese. Il clima non è decisamente dei migliori. In generale si puo comunque dire che le radio che provocano distrurbi a servizi radio statali o a emittenti commerciali vengono chiuse immediatamente e quindi si evitano questo tipo di problemi gli spazi per poter attivare stazioni pirata in Olanda sono abbastanza ampi.

Puo parlarci delle Radio Pirata di Amsterdam ?

In Amsterdam ci sono ben tre stazioni pirata Fm Radio attive. La prima è Radio De Vrije Keijser che esiste dal 1980 e trasmette pero’ un solo giorno la settimana di solito nel week-end. E’ la voce ufficiale del movimento antifascista e degli squatter che mediante programmi rigorosamente live informano tutta la città delle loro ultime azioni. La seconda è Radio 100 che è nata nel 1985 dalla fusione di ben cinque radio pirata. Trasmette ventiquattro ore su ventiquattro alternando programmi e diffusione di musica con il solito registratore con l’autoreverse. E’ la radio con il maggior numero di persone coinvolte, in questo momento sono più di un centinaio i suoi collaboratori. La terza è naturalmente Patapoe, una radio nata da un gruppo di amici. Ultimamente abbiamo anche organizzato una conferenza intitolata “Next Five Minutes” sull’uso dei mezzi di comunicazione in modo diverso ed antagonista e per l’occasione abbiamo attivato ben tre stazioni pirata che trasmettevano in diretta dalla conferenza tutti i dibattiti.

Che tipo di programmi trasmetti su Radio Patapoe ?

Patapoe trasmette tutto quelle che le persone che ne fannoo parte pensano. Personalmente faccio un programma di improvvisazione radiofonica che si chiama “Men like a Warm Shower” dove racconto una marea di cose non vere e cerco di fare credere alla gente l’avverarsi di cose impossibili. Il Sabato e la Domenica partecipo invece a un programma chiamato “Glory of Humankind” dove mixiamo vecchi pezzi musicali con nuovi pezzi dance o simile il tutto unito a spezzoni di film , di solito violentissimi, per avere un risultato devastante.

Conosci il mondo delle radio pirata in onde corte ?

No, nel 1989 ho letto qualche cosa a riguardo di Radio Anarchy negli Stati Uniti che trasmetteva appunto in onde corte. Spero di riuscire ad informarmi su questo tipo di trasmissioni. Con le nuove tecniche digitali di filtraggio (DSP) le possibilità delle onde corte sono sempre maggiori.

Intervista a Geert Lovink - Centre for Tactical Media - Amsterdam

Qual’è la tua esperienza nell’ambito della radio pirata, come ti sei avvicinato a questo strano hobby?

La radio, un medium di terzo grado a cui nessuno dà molto credito mi ha dato l’opportunità di incontrare “audio people”, colleghi analisti, e di fare i primi ed incerti passi sul campo: sedersi di fronte ad un microfono e parlare. Non pensare, fallo: Senza un testo di fronte a te, improvvisa, dimentica gli ascoltatori. Dimentica le scadenti convenzioni usate dai deejay, crea dei contatti con la struttura, saluta per sempre i tecnocrati intorno a te e crea “atti di bellezza senza un senso”, come li definisce Jorge McKay. Sii professionalmente disoccupato come la maggior parte di coloro che fanno radio essendo i media non un hobby per noi, naturalmente.
Questo era il nostro slogan: “Hanno tutti i soldi che vogliono ma non hanno tempo, noi abbiamo tutto il tempo che vogliamo e nemmeno una lira”.
Fare radio costa molto poco, una volta che hai recuperato una strumentazione elettronica di seconda mano a costare è solo l’elettricità.
Naturalmente, i tecnici riparatori sono indispensabili ed in questo ambiente come i sysop delle bbs o dei siti internet di oggi.
Senza di loro la radio pirata non esiste.

Quali sono i problemi legali che si incontrano nel tuo paese legati alle radio pirata in FM e onde corte?

Ufficialmente la radiopirateria è proibita. Ci fu un’occasione in cui “Radio 100” venne sequestrata dalla polizia e per noi fu un duro colpo, ma se lo si confronta con le difficoltà che altre città ed altri paesi devono affrontare, si trattò di un caso irrilevante.
Fu un’azione poliziesca che lanciò la stazione radio, cosa di cui aveva certamente un gran bisogno. Le tre radio pirata ad Amsterdam (Vrije Keyser, Radio 100, Patapoe) sono “tollerate”. In questo modo le autorità possono avere un quadro completo di ciò che emettiamo “sempre che ciò possa interessarli”.
Per le stazioni commerciali è un storia diversa. Loro posseggono trasmettitori potenti e finanziamenti ai margini della legalità; hanno tutte le carte in regole per diventare una seria minaccia per l’apparato dei media. Per questo scompaiono in fretta.
Comunque per quello che mi risulta, non ci sono mai state attività in onde corte in Olanda. Sembra difficile collocare il sistema di antenne per questo tipo di trasmissioni in un’area densamente popolata. Al termine della Guerra Fredda avevamo un certo ottimismo riguardo ad un “uso civile” delle onde corte anche in aggiunta ad Internet ma fino ad ora non abbiamo realizzato progressi decisivi nella conquista di questa particolare tecnologia globale.

Hai dei contatti con altre stazioni pirata?

Si, certo.
Ci sono le organizzazioni ufficiali come la Ferl e l’Amarc, ma sono più importanti i numerosi contatti informali. Nel mio caso particolare mantengo dei contatti con Tilos Radio a Budapest (che trasmette di nuovo legalmente dal settembre 1995 dopo anni di pirateria), quella che fu Channel103 a Skope qualcosa, o Radio 100 a Berlino (fin dagli anni ‘80). Patapoe per esempio, trasmette tapes da Endhoven e Rotterdam e lectur tapes (controlla) da David Barsamian.
Diamo un sostegno alla virtuale, inesistente e dimenticata Radio TTT di Zagabria che sta divenendo sempre più una realta ogni giorno. Gente arriva la tutto il mondo per trasmettere da Amsterdam, acquisisce esperienza e motivazioni per iniziare qualcosa a casa propria. La Germania in questo senso è un caso a sè. Questo regno della tecno music sembra essere molto limitato e soffocata dalle regolamentazioni. La radio ufficiale è molto convenzionale e ha a disposizione parecchio denaro, inoltre c’è molto talento e le volontà di sperimentare suoni forti. Soffrono la “paura della libertà” come Erik Fromm la definisce. “Triebstau”, la mancanza di desiderio, è un problema comune all’interno di tutti i mezzi di comunicazione europei. Penso comunque che lentamente la radio si libererà , si allontanerà dal processo di commercializzazione che colpisce tutti i media, e tutti abbiamo in mente come potrebbe essere la radio dei nostri sogni.

Che tipo di programmi radio realizzi e che tipo di musica trasmetti ?

Ho iniziato a fare programmi in radio nel 1987 insieme ai ragazzi di Radio 100 mentre cercavo di uscire dal giro antintellettuale e sostanzialmente testuale del declinante movimento degli Squatter di Amsterdam.
Per anni ho realizzato un programma fortemente teorico della durata di un ora , che si chiamava "The Adikno Portrait Gallery " dedicato agli intellettuali non allineati, spesso presenti in studio, che operavano ai margini del ristretto mondo accademico Anglo-Sassone dei Paesi Bassi che emargina ogni voce dissonante e radicale che si esprime in campo teorico. In questi ,per me, disperati anni ho tentato di resistere alle pressioni dello Yuppismo per non integrarmi e non cadere nel giornalismo facile ed immediato dominante in tutt’ora in Olanda . Nel 1990 mi sono spostato a Radio Patapoe e dal 1993 produciamo un programma di compendio settimanale della durata di un ora per la radio nazionale (Het Paradijs, VPRO). E ho cominciato a raccogliere nastri per le notti e le mattine che ci permettono di trasmettere 24 ore al giorno.
Si potrebbe parlare di un suono particolare trasmesso dalle radio libere di Amsterdam. Ne ho scritto nel mio saggio "La teoria del mixaggio" , non si tratta della musica e qualche cosa che non è particolarmente moda o "pop" e neanche un genere industriale o tecno anche se ci sono alcune radici comuni. Questi sono i suoni dell'Età dei Media. L'uso del video è importante , noi giochiamo con le qualità subliminali delle piste audio dei film Hollywoodiani e dei serial tv e dei gerghi pubblicitari e politici.
Questa tradizione di montaggio (cut-up) si sta ancora sviluppando anche se ha più di vent'anni. L'editing mediante il computer rende le cose più facili . Ultimamente notiamo un ritorno all'etnografia-punk , una caotica riappropriazione del rock chitarristico e del folk dell'europa dell'Est e della furia delle moderne aree metropolitane.

Cosa sai della relazione tra radio pirata e movimento degli squatters ?

Flip di Radio Patapoe usa il termine provocatorio "consciamente illegale" che è preciso perche presuppone che la maggioranza delle radio pirata non sono conscie del loro status illegale. Il movimento dei media di Amsterdam non ha mai richiesto un punto di vista ufficiale da parte del movimento squatters. Questi movimenti non sono partiti politici e quindi non necessitano di un organo che li esprima e che trasporti la voce e le opinioni. Radio De Vrije Keyser trasmette una volta alla settimana e permette di ascoltare molte notizie, lunghi discorsi e novità su internet, con dichiarazioni generiche sia come propaganda politica sia a livello di scelte musicali. Questo rende praticamente impossibile all'ascoltatore esterno al movimento di definire una posizione precisa delle radio e dei suoi componenti, potrebbe essere questa una strategia per confondere le masse ??
No, anche se il suono di queste radio è molto inusuale e preoccupante perchè è fuori dagli schemi, non intonati alla società e alle sue regole di consumo. Questo media non indebolisce ne rinforza il movimento, tutto questo è solo espressione dell'idea che i media da soli non possono risolvere la miseria e la crisi dei nostri giorni e neanche i problemi organizzativi e pratici degli attivisti.

 

 


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