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Radio Caroline, trent’anni di libere trasmissioni.


“Perche lo facevamo ? Perchè il nostro bisogno di comunicare attraverso la radio ci ha fatto passare trent’anni di problemi con la legge ?
Non è soltanto il fatto di poter trasmettere un disco dei Rolling Stone senza avere l’autorizzazione, è un fatto di libertà.
Prima di essere spenta dal Broadcasting Act, Radio Caroline era l’unica stazione radio inglese che non aveva un controllo diretto da parte delle istituzioni. Le ragioni ufficiali delle chiusura della nostra stazione non furono le nostre possibili interferenze ad altre radio o le nostre violazioni alle leggi sulle acque territoriali ma solo il fatto che tutto quello che non riesce ad assere controllato dal governo deve essere eliminato.”
Peter Moore, Radio Caroline Manager, 1994.


Agosto 1968, tutte le stazioni radio pirata del mare del Nord vengono chiuse dal governo inglese mediante il Marine Broadcasting Offences Act, tutte le navi e le apparecchiature radio vengono vendute all’asta, l’etere europeo ritorna patrimonio esclusivo del broadcasting nazionale.
Solo un gruppo di persone e di dj continua a credere nel sogno di una radiofonia libera ed indipendente, quel gruppo di persone daranno in seguito tutta la loro vita ad un progetto unico: Radio Caroline.
Nel periodo che corre tra l’agosto del 1968 e i primi giorni del 1972 le due navi che ospitavano radio Caroline South e Nord, la Caroline e la Mi Amigo furono vendute all’asta per poche migliaia di sterline e tutta l’apparecchiatura radio fu smontata e depositata dal fondatore della stazione Ronan O’Rahilly nel retro di un negozio di dischi ad Amsterdam in attesa di giorni migliori.
Il nome di Radio Caroline continuava comunque a occupare spesso l’etere europeo : nel 1969 Radio Andorra dedico una lunga serie di trasmissioni speciali con partecipazione in studio di alcuni dj di Caroline, nel 1970 la stazione pirata olandese Radio North International utilizzo il nominativo Radio Caroline per una campagna radiofonica contro il deputato conservatore Harold Wilson uno dei maggiori artefici della chiusura delle stazioni pirata del 1967.

Il problema maggiore nel riattivare una stazione radio off-shore ,dopo le leggi repressive del 1967, consisteva nel trovare dei finanziatori a causa degli alti costi di gestione e della impossibilità di trovare in breve tempo spazio pubblicitari sicuri da vendere (erano poche le aziene convinte del futuro della radiofonica pirata).
Nel caso di Radio Caroline i finanziatori furono trovati in Olanda e con un nuovo disponibilità di capitali nel maggio 1972 la nave Mi Amigo veniva finalmente riaquistata dallo staff di Radio Caroline. Ci vogliono parecchi mesi a ricostruire le antenne radio e i generatori per la produzioni di energia elettrica ma finalmente il 5 settembre 1972 il segnale di Radio Caroline ritorna nell’etere europeo, per tutta la giornata viene trasmessa in continuo la canzone “For All We Know” di Ray Conniff. Le trasmissione di test si susseguiranno per tutto l’inverno, le vecchie apparecchiature trasmittenti di Radio Caroline avevano riportato molti danni in quattro anni di inattività e lungo fù il lavoro di messa a punto.
Sono nel giugno del 1973 iniziò la programmazione regolare con la messa in onda di ben quattro stazioni ad ore alterne : Radio Caroline I e Radio Caroline II dedicate esclusivamente alla musica pop , Radio Atlantis con un programmazione musicale più varia e in fine Radio Seagull dedicata esclusivamente ai temi del pacifismo. Radio Seagull fu la prima stazione pirata a non trasmettere solo musica, i dj di Radio Caroline la definirono la prima stazione radio con la “Consapevolezza dell’Amore”: venivano trasmessi quotidianamente insegnamenti sul esperienze di non violenza del Mahatma Gandhi e sulle visioni profondamente non-razziste di Martin Luther King.
Il successo di Radio Caroline fu immediato, nonostante Radio BBC One trasmettesse pop music da ormai da cinque anni in pochi giorni perse molti dei suoi giovani ascoltatori che preferivano le voci hippies che provenivano dalle acque internazionali davanti all’Olanda. Lo stile di Radio Caroline era cambiato profondamente rispetto alle trasmissioni degli anni sessanta: la maggior parte dei dj facevano parte del movimento hippies, la programmazione consisteva spesso in lati interi album di musica psichedelica.


Voglio riportavi adesso un interessante intervista che mi ha rilasciato Norman Barrington, dj di Radio Caroline dal 1973 al 1976, che ci permette di capire meglio le reali condizioni di vita a bordo delle stazioni off-shore e quale era il rapporto con il pubblico.

Mi puoi parlare della vita a bordo di una stazione off-shore ???

Ok, iniziamo cosi’:
vieni svegliato da qualcuno che urla come un pazzo “Presto la nave sta affondando” e subito dopo ti lancia addosso un giubotto salvagente. Non c’e’ luce, non senti il solito rumore del generatore, la tua cabina è buia. Salti fuori dal letto e ti aspetti di trovare solo acqua attorno a te, ti vesti in fretta e indossi il salvagente. Corri su per le scale cercando di immaginare per quanto tempo la nave sarà ancora a galla e mentre passi davanti alla sala da pranzo ti accorgi che tutto l’equipaggio è li che si stà uccidendo dalle risate vedendoti arrivare come un pazzo.
Semplicemente si era rotto il generatore, l’affondamento era una semplice invenzione degli altri dj a scapito dell’ultimo arrivato a bordo. Adesso potete chiaramente immaginarvi il resto. Volano nell’aria insulti indicibili, poi si mangia tutti insieme progettando il prossimo temibile scherzo. Trasmettendo la sera, come facevo io su Radio Caroline, hai praticamente tutta la giornata per preparare i dischi, fumarti qualche spinello e chiaccherare con gli altri dj del senso della vita. Sebbene la nave sia veramente piccola dopo un lungo periodo di permanenza a bordo inizia a sembrarti veramente gigante, e solo quando ti allontani con il tender, per tornare a terra, ti accorgi delle sue reali dimensioni. Anche la vista non è affatto monotona, ogni giorno il mare assume un aspetto e un colore differente. Tutto questo viene naturalmente enfatizzato dalle droghe che a bordo delle stazioni off-shore non mancano mai. Quando ritorni a terra, dopo essere stato anche solo per un mese a bordo, ti sembra di atterrare su Marte : tutto intorno a te scorre veloce e ogni cosa sembra diversa, ti rendi conto in un attimo che la vita a bordo è veramente lontana anni luce dalla vita di tutti i giorni.

Mi puo descrivere il rapporto tra i Dj di Radio Caroline e gli ascoltatori ?

La posta era il nostro unico collegamento con gli ascoltatori, ogni tanto ci si incontrava dal vivo a qualche concerto o a qualche manifestazione organizzata dal movimento delle radio pirata. Per noi a bordo era strano capire che tutti ci stavano ascoltando, a chiarirci le idee sono state migliaia di lettere arrivare dell’Inghilterra e da tutto il Nord Europa.
Gli ascoltatori sono esattamente come noi dj. Questo è vero perchè ogni dj mette in onda la musica che preferisce, a questo punto se vieni ascoltato è perchè c’e’ qualcuno che ama la tua stessa musica. Comunque esiste anche un altro strano ingrediente: nel momento stesso in cui tu trasmetti alla radio diventi automaticamente una persona “famosa”. Sono sicuro di questo perchè ho capito che una persona può diventare famosa sia per svariati milioni di persone sia anche solo per una sola e non c’e’ nessuna differenza. Entrambi ti tratteranno in maniera diversa, avranno una sorta di elettrizzazione quando ti riconosceranno.
Una volta mi trovavo a Londra, a Marble Arch nel 1973 per una convention di stazioni radio pirata dove ero stato invitato a parlare. In migliaia chiedevano autografi o volevano semplicemente salutarmi o vedermi finalmente in faccia. L’atmosfera era stupenda. Durante la convention un poliziotto venne da me e mi disse urlando “Si puo’ muovere sir, sta bloccando la strada con tutta questa gente attorno !” appena mi sono girato e gli ho sorriso lui ha aggiunto “ma allora lei è famoso!”.
Nonostante ciò, quello che si crea tra il dj e i propri ascoltatori è un rapporto autentico, che va al di là della parola, un rapporto fatto di affinità e di condivisione di entusiasmi comuni.
Per spiegare meglio la relazione che si instaura con l’audience voglio mostrarti la lettera che uno dei miei ascoltatori mi scrive via e-mail:

“Ciao, finalmente ti scrivo.... devi sapere che tu, Brian Anderson, JJ, Tony Allen e gli altri, mi avete dato l’ispirazione per iniziare la mia carriera nella radio.
Quando avevo 13 anni e ascoltavo le vostre trasmissioni piene di idee e di cose divertenti pensavo che non avevo mai sentito cose del genere e che la radio aveva davvero un potere comunicativo che neanche immaginavo.
Più tardi, tra il ‘78 e l’80 capitai a lavorare a bordo della Mi Amigo con il falso nome Richard Thompson, anche se poco più tardi tutti mi conoscevano come Buzby.
Dopo molti anni devo ammettere che mi sto ancora guadagnando la vita lavorando in qualche radio e tv commerciale o presso la Radio Production Company e presentando un programma su 1152 AM di Birmingham la domenica mattina.
Sono molto felice che tu stia ancora lavorando nella radio, spesso mi capita di pensare a voi quando ascolto BJH, Santanam, Lou Reed.
A proposito, qualcuno di voi ha per caso una copia decente di Mike Hagler L.A. o il promo di Bob Lawrence?”

Non è una lettera bellissima?
Questo dovrebbe darvi un’idea della relazione che si instaurava con il pubblico. Qui c’è un altro esempio, una lettera di Steve Ashmore.

“Ciao Norman, sono solo un vecchio fan che ha passato tante “ore felici” ascoltando le onde libere di radio Caroline.
Il periodo più eccitante che ricordo di aver passato è stato all’inizio degli anni ‘70.
Ricordo ancora quando passavo le mie serate con la mia piccola radio a transistor rosa nel letto ad ascoltare Radio Seagull. Quei giorni, seguiti dal ritorno di Caroline per i due anni successivi mi avevano visto ascoltatore accanito della radio.
Quel giorni che non potranno mai più ritornare, perchè il mito non si ripete e perchè ogni tentativo di provarci non può che fallire.
Siamo in una nuova era e il tempo e la tecnologia della radio sono cambiate.
Sarei molto interessato a sapere che fine hanno fatto i dj di radio Caroline.”

(note di Norman: Steve England ha fondato una compagnia che scrive jingle radiofonici e che pare riscuotere un buon successo Brian Anderson trasmette in Cina, adesso! John Mair lo puoi ascoltare su Northsound 2. Johnny Jason lavora per il servizio estero della BBC e io lavoro occasionalmente per WAVES AM a Peterhead.)

Per me è come ripensare ai bei tempi andati.

Cosa pensi della situazione radiofonica attuale ?
Pensi che le radio pirata siano un “virus della società” come amavano definirla i media?

Non so, la radio è cambiata ma nello stesso tempo anche la gente lo è. Sono d’accordo con quello che diceva il mio ascoltatore: non si può tornare indietro, i progressi tecnologici ci stanno portando in una nuova fase della storia della radio.
La radio inizia ad essere veramente un business dove si crea un vero rapporto commerciale tra chi trasmette e la sua audience. Oggi tutto è troppo freddo, troppo egocentrico per risultare divertente, tutto troppo veloce per essere umano.
Solo attraverso la personalità di chi trasmette si può fregare la tecnologia o la musica che oggi va di moda. La radio pirata oggi è affermata le piccole città d’Europa e in un certo senso è una realtà più estesa delle radio pirata degli anni ‘60 ma oggi manca tutto il romanticismo che c’era nel vagabondare per i mari del nord su vecchie navi come un menestrello del ventesimo secolo che suonava la musica che la gente amava e che parlava a loro come una amico.

(Intervista effettuata via email il 27/8/1996)

Nell’agosto del 1974 il governo Olandese emise una severa legge contro le stazioni pirata (in quel momemto erano attive nelle acque olandesi ben tre stazioni, Radio Caroline, Radio North Sea International e Radio Atlantis diventata ormai un progetto autonomo) che costrinse i rispettivi manager a spostare le navi nelle acque internazionali davanti all’Inghilterra. Caroline trasmetteva di nuovo nella stesso mare che l’aveva ospitata dal 1964 al 1967. Furono anche chiusi gli uffici commerciali ad Amsterdam per paura di rappresaglie da parte del governo e furono spostati nella più sicura Spagna. Anche in Inghilterra gli effetti del Marine Broadcasting Offences Act si fecero di nuovo risentire. Per tutto il 1975 varie persone che collaboravano con Radio Caroline fuoro perseguite a norma di legge: Michael Baker, che forniva i dischi alla stazione radio fu multato di 100 Sterline, stessa sorte per un misterioso uomo olandese che portava la posta tra Londra e i tender che facevano la spola con la Mi Amigo. Altri casi simili si susseguirono in fretta fino ad arrivare alla messa al bando degli adesivi e delle magliette di Radio Caroline: il solo esporre sulla propria macchina la campana, mitico simbolo della stazione a partire dal 1964 comportava un multa di una decina di sterline. Nonostante tutto la vita a bordo continuava e gli approvigionamente riuscivano ad arrivare magari con qualche giorno di ritardo. Uno dei problemi maggiori furono causati nel 10 Settembre 1976 dalla rottura di una delle due ancore che permettevano alla Mi Amigo di rimanere alla fonda nelle acque internazionali davanti alle coste dell’Essex. Dopo la rottura dell’ancora la nave, ormai completamente alla deriva, si incaglio in un banco di sabbia e l’intero equipaggio fu tratto in salvo da una nave da pesca olandese. I soldi per l’acquisto di una nuova ancora non erano disponibile e allora un gruppo di dj fece una spedizione notturna in un porto vicino a Ostend rubando un grosso ancora da un petroliera belga in disarmo. I due anni successivi, 1977 e 1978, saranno caratterizzati da una sempre maggior repressione di ogni forma di pubblicità di Radio Caroline in terra inglese, ogni dj che aveva trasmesso anche solo per qualche mese sulla Mia Amigo veniva formalmente processato e ogni articolo riguandate la stazione radio veniva censurato e denunciato come azione di sostegno ad attività illegali. Radio Caroline iniziava intanto ad avere problemi economici legali sopratutto alla difficoltà di reperire sponsor pubblicitari nel Regno Unito, a partire al 20 Ottobre 1978 a causa di un costosa rottura ai generatori diesel la stazione interrompe le trasmissioni. Per quattro mesi non si riesce a trovare soluzione al problema dei generatori e la nave rimane senza luce a bordo. Il 20 Gennaio 1979 a causa di un furioso temporale la Mi Amigo rischia di affondare poichè le pompe di sentina non funzionano per mancaza di energia elettrica. Ci vorranno tre mesi per aggiustare il tutto e ai primi di Aprile ricominciano le trasmissioni in Inglese e Olandese (l’olandese viene scelto con la speranza di riuscire a vendere pubblicità in questo paese) sulle frequenza di 319 metri. Il brano di apertura di questo nuovo ciclo di trasmissioni fu “Fool if you Think It’s Over” di Chris Rea.
Questa fase di trasmissioni in due lingue durò purtroppo solo un anno, più precisamente fino alla notte del 20 Marzo 1980. Durante questa nottata la Mi Amigo perse di nuovo l’ancora principale e dopo qualche ora di deriva entro in collisione con un grosso banco di sabbia. I danni alla struttura nella nave furono gravissimi, in poche ore la nave che aveva ospitato la più famosa stazione pirata del mondo si inabisso nelle acque internazionali davanti a Long Sand. L’equipaggo e i dj furono tratti in salvo da una nave della guarda costiera inglese che dopo essersi accertata delle buone condizioni di salute dei naufragi li consegno alla polizia. Con l’affondamento della Mi Amigo si chiude una fase storica di Radio Caroline. La notizia dell’affondamente ebbe un grandissimo spazio su tutti i mezzi di comunicazione europei e molteplici furono le manifestazioni di solidarietà per l’equipaggio e per i dj sotto accusa da parte del Governo Inglese. Durante tutto questo periodo Ronan O’Rahilly, il fondatore della stazione, si reco all’estero alla ricerca di nuovi finanziatori per dare un futuro al progetto Radio Caroline. Ci vollero tre anni per trovare la somma necessaria a comprare ad allestire una nuova nave e durante tutto questo periodo sempre più insistenti erano le voci di un ritorno dell’etere europeo di Radio Caroline. Il 18 Agosto 1983 dal ex-nave rompighiaccio Ross Revenge, ancorata davanti alle coste inglesi dell’Essex, iniziarono le prime trasmissioni di test sulla frequenza di 319 metri.
La Ross Revenge, un enorme nave rompighiaccio dalla stazza di 978 tonnellate, era stata acquistata per 30.000 dollari da parte di una serie di finanziatori americani e canadesi ed era stata equipaggiata con ben due studi radiofonici e un trasmettitore RCA da 50 kilowatt in onde medie. Le trasmissioni ufficiali iniziarono il 19 Agosto con la voce di Tom Anderson e con il brano “Caroline” dei The Fortunes. Gli uffici commerciali erano stati installati a New York e una grossa campagna pubblicitaria in tutto il mondo reclamizzo il ritorno in mare della stazione offshore che sfidava ormai da diciannove anni le leggi mondiali sulle radiotrasmissioni.
La grossa disponibilità di denaro permise alla stazione di trasmettere senza problemi fino al 25 Novembre 1987 quando un tempesta fece crollare le antenne della Ross Revenge causando danni alla nave e al trasmettitore. Solo nei primi giorni del 1988 con una antenna di fortuna e con una serie di trasmissioni a bassa potenza il segnale di Radio Caroline ritornò nell’etere. Continuavano intanto da parte dell’autorità inglesi pesanti atti di repressione verso i sostenitori di Radio Caroline, numeroso ex dj che avevano trasmesso sulla Mi Amigo furono arrestati e multati e sempre maggiori erano gli elicotteri della RAF che sorvolavano la Ross Revenge per controllare l’attività a bordo. Nei primi giorni del 1988 le antenne furono riparate e fu installate le apparecchiature per poter trasmettere in onde corte. Quest’attrezzatura fu utilizzata per trasmettere sui 6215 Khz i programmi di World Mission Radio mentre sui 558 khz proseguivano i programmi in Inglese e sui 819 khz quelli in olandese.
La situazione dal punto di visto legale si faceva sempre più difficile, i tender utilizzati per portare i viveri a bordo della Ross Revenge venivano sequestrati di continuo e gli eventuali dj trovati a bordo arrestati immediatamente.
Il 18 Agosto 1989 il governo inglese decide in pieno accordo con le autorità olandesi di utilizzare la forza per chiudere per sempre la stazione radio pirata più famosa del mondo. Alle 9.00 am del 18 Agosto una decina di ufficiali del Dipartimento del Commercio e dell’Industria (il DTI) insieme a un grosso numero di poliziotti olandesi affiancano la Ross Revenge a bordo di un cutter olandese denominato Landward. La motivazione ufficiale era un azione internazionale per interrompere le trasmissioni in onde corte di World Mission Radio poichè interferivano con il servizio radiofonico di assistenza ai natanti in navigazione. Dopo poche ore di trattative il Landward fece ritorno verso la base costiera inglese di Ramsgate. Naturalmente i dj che in quel momento erano in diretta iniziarono a informare tutti gli ascoltatori di Radio Caroline di quello che stava succedendo. Le richieste di aiuto furono trasmesse tutto il pomeriggio e tutte la notte per essere interrotte all’una e sette minuti del giorno successivo , il 19 Agosto 1987. In pochi istanti Radio Caroline fu affiancata dalla nave militare detesca Volants che mando l’arrembaggio trenta uomini dei reparti speciali dell’esercito olandese, inglese, francese e belga. Questi appena giunti a bordo del Ross Revenge hanno subito iniziato a colpire i loro obiettivi : i trasmettitori e gli studi radiofonici. Il resto è abbastanza immaginabile, tutto l’equipaggio e i dj presenti sulla nave furono arrestati e tutta l’apparecchiatura ancora utilizzabile fu smontata e caricata sulla Volants. Immediate furono le reazioni di sdegno in tutto il mondo, il governo inglese motivo l’assalto alla Ross Revenge per questi due motivi principali : primo, le interferenze continue causate dalle trasmissioni di World Mission Radio sui 6215 khz alle frequenza di uso nautico dei 6215.5 khz, seconda motivazione l’illegalità della nave Ross Revenge poichè la sua registrazione navale era scaduta a Panama il 12 Gennaio 1987.
Lo staff di Radio Caroline dopo circa sei settimane riusci a installare un trasmettitore e un studio provvisorio sulla Ross Revenge che ricominciò le trasmissioni il 1 Ottobre per finirle poi definitivamente il 1 novembre 1990 a causa di enormi problemi economici. Pochi giorni dopo l’equipaggio e i pochi dj rimasti a bordo furono salvato da un elicottero della RAF dopo l’ennesimo insabbiamento della Ross Revenge.
La nave fu poi recuperata e ancorata nel porto di Dover dove rimase fino all’Ottobre 1993. Dopo questa data dopo una serie di lavori allo scafo la Ross Revenge fu trasportata a Londra e ancorata in uno dei Docklands in attesa di un possibile ritorno in acque extraterritoriali.
I problemi maggiori riguardano le controversie legali della nave ormai senza permesso di navigazione dal 1987. Durante questo periodo lo staff di Radio Caroline è tornato due volte a trasmettere mediante due licenze speciali RSL (Restricted Services Licences) nell’area di Londra in Fm.

Quale sia il futuro di Radio Caroline dopo trent’anni di libere trasmissioni nessun puo saperlo, l’unica cosa sicura è questa stazione radio ha lasciato un profondo segno nella cultura inglese e in quella europea. Bel Littlejohn, uno delle firme più autorevoli del quotidiano “The Guardian” di Londra ha scritto del Dicembre 1995 “Per me la storia del Rock n’Roll inizia e finisce con Radio Caroline”.


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