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Radio Pirata
Le magnifiche imprese dei bucanieri dell'etere
Storia e istruzioni per l'uso
Fight_For_Free_Radio:
una comunità virtuale per un etere libero
“O yeah the pirate radio station told us what was going down..”
Pulp - Sorted for E’S & Wizz - 1995
Leggendo i capitoli precedenti vi sarete resi conto dei continui contatti che si stabiliscono tra stazioni pirata e ascoltatori. Cercheremo ora di descrivere l’enorme mole di carta scritta e stampata, di byte trasmessi via telefono e via internet che quotidianamente viengono scambiati e letti in tutto il mondo e che hanno come contenuti comuni la libera comunicazione e la libera gestione dell’etere. Questa mole di dati rappresenta forse una delle caratteristiche che rendono più vitale il mondo delle “free radio”, un mondo che si autoanalizza costantemente, una realtà in continuo contatto con il mondo esterno che sfrutta ogni mezzo di comunicazione escogitando sempre il metodo migliore per utilizzarlo bene e sempre più a basso costo.
Principale veicolo di trasporto di queste informazioni è naturalmente la posta che ha sempre unito a stretto filo ogni stazione radio ai suoi ascoltatori. Il mondo delle stazioni pirata deve fare i conti con una possibile repressione(a causa dell’illegalità delle emissioni stesse) e quindi il rapporto con la posta avviene in maniera diversa rispetto alla radio “normali”. La casella postale diventa un vero e proprio punto di riferimento , spesso la si trova a chilometri e chilometri dal reale recapito della stazione, talvolta si trova in un paese diverso, spesso cambia nel giro di pochi mesi per garantire a chi trasmette il completo anonimato. Vige la regola principale che quando si scrive a una stazione pirata non bisogna mai scrivere il termine “radio” sulla busta, ma solo il nominativo delle stessa, magari preceduto da un R. Può sembrare banale ma in molti paesi alcuni liberi bucanieri dell’etere non hanno più potuto esprimere liberamente le loro idee per una semplice lettera un po troppo esplicita. Tutto questo fa si che ogni lettera ricevuta dalle stazione pirata abbia un valore decisamente superiore rispetto alla normale corrispondenza delle radio commerciali.
Ribadisco quindi l’importanza di scrivere alle stazioni appena le si ascolta tentando di scovare l’indirizzo utilizzando i metodi che verrano descritte da questo capitolo.
La posta viene utilizzata di solito dalle emittenti pirata per due motivi principali: ricevere i rapporti di ascolto e ricevere i bollettini delle altre radio o dai gruppi di supporto. I gruppi di supporto sono costituiti spesso da gruppi di appassionati di trasmissioni pirata, sia di dj veri e propri sia ascoltatori, che si uniscono e lavorano insieme per la comune causa dell’etere libero. Compito di queste associazioni è di solito redigere un bollettino aggiornato con gli ultimi ascolti e con le ultime novità in fatto di stazioni pirata. Questi bollettini sono delle fonti essenziali per chi si vuole avvicinare al mondo dell’emittenza pirata. Una delle cose più interessanti che spesso trovano spazio su questi fogli sono racconti di stazioni old_time che ci permettono di capire meglio lo spirito che anima i dj odierni e come la conquista dell’etere è un fatto di vecchia data e non un moderno modo di passare il tempo. Per capire meglio l’importanza di queste associazioni riporto una parte di una intervista via email a Jonny del Swedish Report Service, una delle associazioni più attive a livello europeo, che dal 1985 è una delle più autorevoli voci riguardanti le stazioni pirata in onde corte.
Qualè la storia del Swedish Report Service ?
Sono sempre stato interessato alla parte direi “informativa” del mondo del radioascolto, ho iniziato a scrivere nel 1985 insieme a due amici pubblicando un bolletimo bimestrale di informazioni sul mondo del broadcasting pirata e non chiamato “LBB Dx-News”. Nel 1988 mi sono trovato da solo ed ho continuato la pubblicazione per un paio di mesi. Poi mi sono accorto che LLB non era un gran bel nome da utilizzare ,soprattutto in ambito internazionale, e cosi ho deciso di utilizzarne uno più semplice e sopratutto in inglese. Nello stesso periodo ho acquistato un modem e mi sono reso conto dell’enorme potenziale della comunicazione via Internet, lontana anni luce dalla vecchia posta.
In quel periodo un mio caro amico pubblicava il 48 Report , un bollettino di rapporti di ascolto di radio pirata sulla banda dei 48 metri, è così che abbiamo deciso di unire le forze e abbiamo iniziato a pubblicare in forma rigorosamente digitale “SrsNews” utilizzando anche i rapporti delle stazioni dei 78 metri. Ancora una volta dopo una ventina di numeri mi sono di nuovo trovato da solo ed allora ho deciso di fare da solo tutto il lavoro sia del SRSnews che del 48 Report dando vita al bollettino che oggi tutti possono trovare in rete ogni Martedì sera. Il bollettino viene trasmesso rigorosamente via email mentre i vari contributi , rapporti di ascolto, notizie ecc. ecc. mi arrivano a partire dal lunedi’ sera via il telefono ,fax e naturalmente email. Un anno dopo è nata anche l’SRS maildrop un servizio di posta elettronica per le nuove stazioni pirata che non dispongono di una loro email. Il servizio in questo momento permette a 13 stazioni europee di accedere alla loro posta in modo sicuro e soprattutto completamente anonimo.
Che ne pensi del futuro delle radio pirata ?
Penso che il fenomero “radio” morirà presto. Oggi abbiamo i satelliti e i collegamente digitali. Perchè ascoltare il “squizz-whooip-skeetrz” classico delle onde corte quando puoi avere un segnale stereo con qualità cd. La mia opinione personale è che le stazioni pirata in onde corte sopravviveranno ancora una decina di anni al massimo. Le nuove stazioni hanno vita breve, e le vecchie, che operano ormai da dieci anni o più, iniziano a stancarsi. Penso che le nuove generazioni non trovino così interessante questo mezzo di comunicazione e non hanno intenzione di spendere troppo tempo per poter impradronirsene, spero comunque di sbagliarmi.
Un altro gruppo europeo è il “mitico” Free Radio Service Holland, che dal 1970 supporta le stazioni pirata olandesi e con il suo trasmettitore sui 48 metri in servizio relay permette a molte stazioni europee di farsi ascoltare in tutto il continente. Il suo bollettino , “FSRH goes DX” , rappresenta una delle migliori espressioni di come il mondo delle stazioni pirata sia intriso di collaborazione e solidarietà.
A partire dal 1994 con la presa di coscienza collettiva delle potenzialità comunicative di internet e la sua completa accessibilità da parte di tutti, questa comunità ha trovato un ulteriore sistema per rimamere in contatto continuo e soprattutto con una possibilità di anonimato sempre maggiore. La rete si trova a essere veicolatrice di rapporti di ascolto, di bollettini di informazione redatti in forma elettronica o di liste di discussione riguardanti questo affascinante mondo. L’anonimato garantito dalla posta elettronica permette che spesso possa essere indicata durante i programmi in modo che gli ascoltatori possano comunicare in tempo reale con chi sta operando la stazione pirata. La velocità di comunicazione della rete dà la possibilità alle varie associazioni di possano scambiarsi i log1 di ascolto e in questo modo redigere un bollettino settimanale aggiornato con ascolti e notizie, come avviene per esempio per il bolletino “SRSnews” del Swedish Report Service. Radio Internazionale, una stazione pirata italiana che trasmette sperimentalmente in onde corte sui 7500 khz , per esempio non ha mai trasmesso il suo indirizzo postale ma solo il suo indirizzo email (word@cdc.it) per poter ricevere i rapporti d’ascolto, garantendo il più completo anonimato.
Questo scambio di informazioni avveniva anche prima dell’avvento della rete mediante l’uso del fax anche se le tariffe telefoniche, soprattutto in caso di chiamate tra paesi diversi, rendevano la comunicazione quantomeno più difficoltosa ed antieconomica. Un altro sistema di messaggistica molto utilizzato è quello dei newsgroup enormi piazze virtuali dove ognuno può esprimere il suo pensiero in maniera libera e completamente anonima. Il newsgroup più frequentato è “alt.radio.pirate”2 che permette di rendersi conto di quanto sia attivo l’etere pirata. Le discussioni principali riguardano di solito l’attrezzatura per il low power broadcasting fm3 ma non mancano messaggi relativi a stazioni in onde corte. L’aspetto più interessante dell’uso dei newsgroup è l’altissimo numero di persone che leggono le notizie e che partecipano alle discussioni; in questo modo un appello o una domanda tecnica inserita possono avere decine e decine di risposte. L’argomento che caratterizza di più gli ultimi messaggi di alt.radio.pirate sono i vari provvedimenti che le autorità stanno prendendo per bloccare l’espandersi del fenomeno delle micro stazioni pirata in fm. Vengono riportate voci provenienti da tutto il pianeta e quotidianamente vengono consigliati nuovi sistemi per poter rendere meno visibile l’attrezzatura di trasmissione e per non causare disturbi ad altri servizi. Caratteristica unica di questo sistema di comunicazione è che i messaggi sono rivolti a un utente ben preciso, che per esempio ha fatto una domanda e chiede risposta in rete, sia all’insieme di tutti i partecipanti e quindi permette di inserire messaggi senza un destinatario preciso. Per esempio vengono riportati rapporti di ascolti di stazioni di cui non si conosco l’indirizzo postale o il recapito in rete e che magari vengono letti dagli operatori delle staziono o dai chi ne conosce i dati. Non ultimo tra i sistemi usati in rete dai bucanieri dell’etere è quello del web dove con l’aiuto di grafica, suoni, testo i messaggi delle free radio possono raggiungere un grandissimo numero di lettori.
Tantissime radio hanno allestito i loro siti web indicando il maggior numero di informazioni possibili ma garantendosi sempre il più completo anonimanto. La possibilità di inserire schemi grafici di trasmettitori ed antenne ha permesso l’espandersi delle free radio in tutto in mondo e in breve tempo. Non mancano naturalmente i contributi sonori con jingle e pezzi di trasmissione disponibili in linea a partire dalle stazioni storiche off_shore degli anni sessanta fino alla moderne stazioni pirata fm cittadine. Esistono in rete siti completamente dedicati alle stazioni pirata che sono un vero e proprio riferimento per tutto quello che riguarda il rapporto radio e tecnologie digitali.
The Free Radio Network4 rappresenta uno dei siti più famosi con i collegamenti a “quasi” tutto quello che è disponibile in rete sulle free radio, non mancano documentazioni e software per chi deve inziare la propria attività piratesca. Ultimamente è stato anche aggiunta una parte interamente dedicata alle stazioni pirata italiane e greche con la storia di ogni stazione e una panoramica generale sulla radiofonia in questi due paesi.
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