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Radio Pirata
Le magnifiche imprese dei bucanieri dell'etere
Storia e istruzioni per l'uso
Piccole schegge impazzite : radio pirata in Fm
“L’eguale deve parlare all’eguale, il libero cittadino al libero cittadino, il cervello opinante al cervello opinante. Il radiocollaboratore non deve presentarsi al radioascoltatore in qualità di maestro, di pedagogo e tanto meno di giudice o di profeta, ma in qualità di informatore, di gradevole interlocutore, di amico”.
Carlo Emilio Gadda, “Norme per la redazione di un testo radiofonico”, Rai 1950.
FM : Frequenza Modulata, la frequenza di trasmissione varia a seconda della musica, del parlato, dei suoni che il mezzo radiofonico consegna all’etere: frequenze ultracorte che si estendono dagli 88 Mhz ai 108 Mhz ascoltabili un po' ovunque in casa, in auto e in qualsiasi altro luogo immaginabile. Con questo sistema di trasmissione il mondo della radiofonia è cambiato a partire dai primi anni settanta con la nascita delle radio locali , prime vere antagoniste al monopolio dell’etere dei servizi di radiodiffusione nazionali come la Rai o la BBC. Tecnicamente l’emissione in frequenza modulata permette con impianti di trasmissione di piccole dimensioni (e di costo decisamente inferiore ai mastodontici impianti ad onde medie utilizzati dai servizi di broadcasting mondiale) di realizzare bacini di ascolto limitati inventando così un nuovo tipo di radio, che trasmette magari solo in una data città o in una data provincia e quindi può seguire e commentare anche gli avvenimenti che accadono sotto i propri studi di trasmissione. La radio locale restringe il mondo alle dimensioni di un villaggio e crea un insaziabile gusto paesano per i pettegolezzi, le voci e gli attacchi personali.
Un esempio puo essere costituito da Radio Alice, una delle prime radio libere italiane nata durante il movimento del 1977 a Bologna, che trasmette in diretta l’irruzione dei Carabinieri che bussano alla porta dei suoi studi di trasmissione con l’istanza di interruzione delle trasmissioni. Non è nostro compito descrivere l’enorme cambiamento fatto dalla radiofonia locale italiana rispetto a quei primi giorni di sperimentazione. Per comprendere la situazione attuale basta semplicemente accedere la propria radio in Fm e ascoltare un po' di stazioni. La voglia di comunicare e di trasmettere emozioni che aveva fatto nascere il movimento delle radio libere decisamente è andata persa è ed stato sostituita da una serie di emissioni completamente schiavizzate e dedite al dio “Pubblicità”. I grossi network nazionali hanno inventato un nuovo modo di fare radio, il palinsesto è un continuo flusso di pubblicità e musica commerciale. Voci pastose e ammalianti di giovani dj inondano l’etere di contenuti vacui, mentre una radio di stato addormentata che offre invece informazione e programmi di taglio culturale molto alto redendosi automaticamente fruibile da un pubblico di un certa età e di un certo tono culturale.
Questo è uno piccolo specchio della situazione radiofonica italiana ma anche spostandosi fuori dai nostri confini la situazione non migliora: la radio ha assunto ormai il ruolo di surrogato della televisione diventando un noioso sottofondo alle nostre giornate e sempre più rari sono gli esempi di trasmissioni in cui la potenzialità “calda” di questo medium, tanto esaltata dallo studioso dei media Marshall Mc Luhan , viene espressa. In questo triste quadro di analisi della situazione della radiodiffusione ci troviamo a parlare di radio pirata, un fenomeno che ha distrutto e rimesso in discussione il mondo della radiodiffusione in questi anni. Centinaia di persone in quasi tutti i paesi del mondo hanno deciso di appropriarsi del bagaglio tecnico scientifico che permettesse loro di costruire i propri trasmettitori e di liberare nell’etere le loro idee in maniera completamente libera e non sottomessa a leggi o controlli. Il mondo delle radio pirata in Fm ha creato all’interno delle città delle voci autonome che si possono ascoltare magari solo per la lunghezza di un isolato ma che riescono a ridare al medium radio quell’immediatezza e quella verticalità che anni di trasmissioni commerciali ci avevano fatto dimenticare.
In questo capitolo incontreremo e intervisteremo liberi dj che ogni giorni sfidano leggi e controlli anche solo per potersi vantare con i loro amici dei loro cinque minuti di popolarità radiofonica. Spesso le voci che leggerete sono arrivate a noi da interviste effettuate via posta elettronica su Internet e che quindi provengono da ogni parte del globo in tempo reale e utilizzano un linguaggio diretto e molto conciso. Nostro obiettivo è di riportare storie, voci ed esperienze di questo mondo pulsante, tentando di trasportare su carta la capacità comunicativa immediata e penetrante di una trasmissione radio pirata. Il tutto nasce nei posti più disparati: dalle camerette di adolescenti brufolosi a vecchi furgoni adibiti a stazioni radio pirata mobili oppure in anguste mansarde che tentano di celare l’attrezzatura tanto cara a ogni bucaniere dell’etere. La dimensione in cui si muovono le stazioni pirata Fm è quella di una città, una quartiere, un palazzo, uno spazio fisico ben definito in cui le onde radio raggiungono persone spesso conosciute; il linguaggio usato in questo caso può essere molto selettivo, il tutto contro una visione cosmopolita dei mezzi di comunicazione. Un esempio di questa visone locale della radiodiffusione ci viene dato da Radio Style, stazione che trasmette nella città di Rishon a pochi chilometri da Tel Aviv, Israele. Abbiamo intervistato Noam , ebreo studente universitario di 24 anni, fondatore e unico dj di questa voce libera, chiedendogli di descriverci la sua esperienza : (l’intervista è stata realizzata nel mese di Maggio 96 via e-mail).
Qual’è la tua esperienza con il mondo delle radio pirata in FM ?
Sono coinvolto nel mondo delle radio pirata da 2 o 3 anni, qui in Israele siamo in molti a costruire trasmettitori ed a irradiare liberamente i nostri programmi. Io ho un piccola radio stazione da 25 watt che mi permette di essere ascoltato da tutta la mia città, ho iniziato per divertimento e non per soldi e continuo a farlo tuttora per questo motivo.
Quali sono i problemi legali in Israele per una radio pirata ?
La legge qui non permette stazioni radio in Fm, ma di fatto ci sono più di sessanta stazioni pirata attive in Israele. Alcune di esse sono abbastanza grandi e la maggior parte sono utilizzate da studenti della scuola superiore per divertirsi e per impressionare i loro amici. Tutte quante utilizzano trasmettitori a bassa potenza in modo da non disturbarsi una con l’altra. Ultimamente il governo ha iniziato una battaglia contro le stazioni pirata in Fm a causa di un triste incidente : una nuova stazione pirata con un trasmettitore un po' troppo potente ha iniziato a disturbare le comunicazioni radio di un aeroporto al punto tale che i piloti invece di ascoltare la voce dei controllori di volo ascoltavano la musica trasmessa da questa radio. Tutto ciò ha causato la chiusura di quaranta stazioni in pochi giorni.
Sei in contatto con altra stazioni pirata ?
Io trasmetto con la mia piccola stazione ma spesso trasmetto da un’altra stazione pirata più grossa per divertimento. Naturalmente sono in contatti con altri operatori di stazioni pirata, ci conosciamo tutti, e’ una specie di “mafia”.
Che tipo di musica trasmetti ?
Il mio show si chiama “Friday Noon”, la musica è roba anni ‘80 o ‘90 e ogni tanto trasmetto anche canzoni tradizionali ebraiche.
Che cosa ne pensi delle trasmissioni in onde corte e della possibilità di trasmettere anche fuori dal tuo paese ?
No, decisamente non mi interessa, come ti ho già detto prima lo faccio solo per divertimento e non vado alla ricerca di un grosso pubblico. Tutto questo deve essere fatto per divertimento e deve essere così anche se hai solo dieci ascoltatori.
La situazione israeliana appena descritta è decisamente diversa dalla maggior parte degli altri paesi in cui trasmettere illegalmente in Fm è punibile con pesanti sanzioni o addirittura con implicazioni penali. Questo fa’ si che le stazioni pirata in Fm debbano trasmettere da luoghi segretissimi che vengono cambiati in continuazione e che tutta l’attrezzatura di solito venga contenuta in valigette o contenitori anonimi e comodamente portatili. Esistono di solito a fianco di ogni radio un mondo sotterraneo che ne sponsorizza (sia in termini economici sia in termini di popolarità) l’immagine e che mette a conoscenza dei possibili ascoltatori le trasmissioni. Tutto ciò avviene nei modi più strani, mediante foglietti abbandonati in giro per i locali pubblici della zona in cui si trasmette, volantini e scritte che appaiono e scompaiono sui muri, ma soprattutto attraverso un fitto passaparola che si rivela alla fine uno dei sistemi di diffusione migliori. Una specie di fratellanza dell’etere inoltre lega una stazione all’altra e quindi sono le stesse radio di un città a pubblicizzare e mettere il pubblico a conoscenza degli orari e delle frequenze di trasmissione di nuove voci libere. Sono anche da tenere d’occhio tutte le pubblicazioni autoprodotte che arrivano dal mondo della musica punk: le fanzine riportano infatti notizie riguardanti il mondo delle free radio poichè esse sono uno dei migliori veicoli di diffusione sia del punk rock sia dell’etica del DIY (Do It YourSelf). Solo da poco le stazioni pirata hanno avuto l’onore di vedere comparire il loro nome su sistemi di comunicazione più avanzati e popolari spesso a loro completa insaputa. Il giornale di cultura cyberpunk, Wired , ha pubblicato per esempio la lista delle dieci migliori stazioni pirata Fm americane innescando una lunga serie di articoli sui quotidiani americani sul fenomeno del micro-stazioni fm cittadine. Esiste inoltre sui media ufficiali una visione molto distorta riguardante i contenuti e la motivazioni di chi trasmette in maniera illegale: il pensiero più diffuso è che siano i motivi politici a portare una persona a trasmettere illegalmente ed a veicolare in questo modo pensieri che non troverebbe altre vie di espressione. Questa ultima affermazione è decisamente errata.
La maggior parte delle stazioni pirata Fm trasmette musica, e non lo fa perché manchino contenuti ma semplicemente perché la musica stessa trasmessa dai network commerciali è stata completamente svuotata di ogni significato. Le scalette musicali, sulle radio ufficiali, vengono compilate sotto l’occhio vigile delle etichette discografiche e quindi poco di quello che va in onda è la vera selezione di un dj. Le radia pirata hanno fatto ritornare la musica nell’etere, liberandola dalla schiavitù della scaletta preparata, dalla schiavitù dei diritti da pagare alle associazione di tutela dei diritti d’autore (in Italia per esempio ogni radio deve pagare una gabella di svariati milioni ogni anno alla S.I.A.E, la società italiana delle autori ed editori) e soprattutto hanno dato spazio alla musica che non arriva dalle case discografiche ma che arriva anche dai propri amici che magari suonano registrando la loro performance su un Walkman. Per capire bene questo concetto di liberazione del messaggio musicale ci spostiamo in Croazia nella città di Zagabria dove Radio TTT quotidianamente trasmette musica e informazioni che non trovano spazio nei palinsesti delle radio ufficiali. Un decina di collaboratori fissi, un numero imprecisato di microtrasmettitori portatili, un fanzina su carta, un servizio di ricerca contatti via internet, tutto questo è Radio Turn The Tape l’unica voce libera via etere di Zagabria. Nata come esperimento illegale tra amici è diventata subito il punto di riferimento della comunità alternativa giovanile che riceve delle frequenze oscillanti sui 105.0 Fm tutta l’energia musicale che le radio ufficiali croate per una sorta di “protezionismo culturale” negano. I programmi nascono in vari studi di registrazione allestiti a casa dei vari collaboratori e quindi il palinsesto si compone di voci spesso molto diverse ma che comunque fanno si che Radio TTT sia ascoltata da un pubblico misto che si colloca tra i 15 e i 45 anni di età. La musica trasmessa viene reperita nel mondo delle autoproduzioni locali o dalle varie etichette indipendenti estere e esiste addirittura un progetto per la creazione di un laboratorio musicale dove produrre di volta in volta le vibrazioni sonore da inviare nell’etere. Le trasmissioni sono effettuate invece ogni volta da un luogo diverso con un apparecchiatura molto semplice e di basso costo (un Walkman a cassetta collegato a un microtrasmettitore) in modo che un eventuale sequestro di un trasmettitore non pregiudichi la vita della radio. Questa stazione pirata è l’esempio di come la radio riesce a convogliare in sè un bisogno primario di comunicazione e di diffusione di messaggi all’interno di un gruppo di persone. In Croazia sono nate del giro di pochi mesi altre radio (Radio Nula a Vinkovci, Radio Go-Go in Meddjimurje, Radio North-West in Varazdin) che hanno preso l’esempio di Radio TTT e lo hanno adattato alla necessità e alle caratteristiche all’area urbana e sociale che le ospita. Queste radio vengono autofinanziate mediante una fitta campagna di sottoscrizione tra gli ascoltatori che si sentono parte vitale di un processo di comunicazione che non li etichetta come semplici recettori di un segnale ma bensì li vede sostenitori di un movimento che ha determinato la nascita di una nuova voce libera. Chi decide inoltre di ascoltare una radio pirata deve affrontare spesso una emissione tecnicamente di un livello molto basso (questo a causa delle basse potenze usate e dalle interferenze che arrivano dalle stazioni commerciali presenti nella gamma Fm) e un palinsesto che cambia in continuazione non offrendo quasi mai fissi. Le trasmissioni non si susseguono con regolarità, un orario di trasmissione e soprattutto una frequenza fissa sono un esca troppo invitante per chi controlla l’etere e ha nella ricerca e nella localizzazione di stazioni pirata uno dei suoi principali obiettivi.
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