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Radio Pirata
Le magnifiche imprese dei bucanieri dell'etere
Storia e istruzioni per l'uso
Free Radio Berkeley

La lotta che Free Radio Berkeley ha condotto per mantenere il diritto alla libera infomazione rappresenta una delle esperienze più appassionanti che l’America degli anni novanta abbia vissuto. Per analizzare in modo completo i traguardi raggiunti da questa piccola emittente è necessario comprendere quale fosse lo scenario legale riguardante le emissioni radio.
10 watt Class D station.
Dietro questa denominazione si celava la possibilità di accedere al mezzo radiofonico da parte di tutti i cittadini americani praticamente al prezzo di pochi dollari. Quello che si poteva ottenere era una licenza di trasmissione a bassa potenza (10 watt massimi) e l’utilizzo di frequenze riservate in modo da non ricevere disturbi da stazioni di potenza maggiore.
Questo tipo di licenza speciale aveva permesso la nascita delle famose “College Radio” che trasmettevano dall’interno dei campus universitari americani permettendo un accesso diretto e immediato al mezzo.
In poco tempo in tutta l’America erano proliferate piccole stazioni che davano voce a realtà sociali ed a piccole comunità. In questo modo era possibile utilizzare al massimo la verticalità e la potenza comunicativa della radio. Tutte queste stazioni hanno iniziato a “riempire” molte frequenze che non potevano più essere utilizzate dalle stazioni commerciali che nel frattempo stavano crescendo in maniera incontrollata.
L’FCC (Federal Comunication Commission, l’autorità federale che controlla le trasmissioni radio) decise così nel 1980 di rendere illegali le licenze di Classe D ed elevò a 100 watt la potenza minima utilizzabile sulla banda Fm rendendo i costi di attivazione di una stazione praticamente irraggiungibili a chi prima operava le piccole stazioni a bassa potenza: ora infatti sono necessari 50.000 o 60.000 dollari per poter attivare una stazione radio di tale potenza e ciò ha fatto si che in poco tempo tutte le micro-stazioni abbiano chiuso non riuscendo a trovare i fondi per poter potenziare gli impianti. Le motivazioni principali dell’abrogazione della Class D furono duplici : se da un lato si tentava di dare maggior professionalità alle stazioni dell’etere americano e quindi un maggiore spazio alle emittenti commerciali o statali,d’altra parte ciò comportava maggior controllo da parte del potere federale su piccole comunità che avevano avuto , attraverso la radio, sempre maggior seguito e soprattutto erano riuscite a mettersi in comunicazione fra loro.
A questa restrizione bisogna inoltre aggiungere il Telecomunication Act del 1996 che restrinse ancora la possibilità di accesso al mezzo radiofonico soprattutto per l’elevato valore delle frequenze radio a causa di una proliferazione di reti telefoniche cellulari e di un sempre maggior interesse per applicazioni telematiche via radio.
Praticamente nulle rimasero le possibiltà di poter trasmettere via etere le proprie idee; la radiofonia venne negata sempre di più a quelle piccole comunità che avevano voci e idee dissonanti rispetto al pensiero unico di Washington. In questo panorama, nel 1991 si inserisce Stephen Dunifer, un dichiarato anarchico con precise idee pacifiste e antigovernative, che durante l’esplosione del conflitto Iran-Kuwait nel golfo iniziò ad operare dalla sua abitazione una stazione radio senza nessuna licenza.
Sugli 88.1 Mhz la sua voce veniva ricevuta in tutta la Bay Area e questa stazione, denominata Free Radio Berkeley, divenne subito una delle stazioni più ascoltate dagli studenti e dai giovani.
Come trasmettitore Stephen utilizzava un semplice kit che si poteva acquistare via posta per pochi dollari mentre l’antenna montata sul tetto di casa gli permetteva di trasmettere comodamente dalla sua stanza.
I costi della radio erano minimi, eliminando il problema di dover ingaggiare degli sponsor, solo un po’ di energia e tanta voglia di trasmettere i messaggi più svariati, senza controlli e senza la supervisione di un padrone.
La radio diventa il vero e proprio fulcro dell’attività antagonista della Bay Area e le sue trasmissioni proseguono senza problemi fino al 1993.
E’ da notare che, al contrario di quasi tutte le stazioni pirata, le trasmissioni di Free Radio Berkeley non erano mai state nascoste e anzi nel periodo 1992-1993 ogni programma veniva pubblicizzato all’interno dei campus e nei vari locali della Bay Area.
Questo atteggiamento venne mantenuto fino al 25 Aprile 1993 quando un agente del CIB (Compliance and Information Bureau, l’ufficio investigativo dell’FCC) durante il monitoraggio della frequenza 88.1 Mhz, apparentemente libera, individuava le emissioni pirata di una stazione che si identifica come “Free Radio Berkeley” e dopo pochi giorni attraverso successive localizzava come fonte del segnale la casa di Stephen Dunifer nella Allston Way a Berkely in California. Dopo pochi giorni mediante una commissione speciale approntata il 2 Maggio 1993 l’FCC bussava alla porta di Stephen Dunifer con un mandato di perquisizione per indagini sulla probabile violazione della legge sulle radiotrasmissioni. Pochi giorni dopo la perquisizione Stephen si vedeva recapitare una multa di 20.000 dollari per avere violato l’articolo 301 del Comunication Act del 1937 (relativo all’operare una stazione radio senza licenza) anche se stranamente non gli veniva sequestrata l’apparecchiatura permettendo che quindi le trasmissioni di Free Radio Berkely proseguissero indisturbate.
Con la presentazione di un immediato ricorso contro la sanzione, corredata da una lunga serie di documentazioni, inizia un lunga battaglia legale tra gli uffici di Washington dell’FCC e Stephen Dunifer.
La lotta intrapresa da Free Radio Berkely mira soprattutto a rendere anticostituzionali le decisioni prese dall’FCC a partire dal 1980, riguardanti il libero accesso all’uso della radiofonia.
Una delle tesi che Stephen porta a sostegno della sua lotta consiste nel fatto che l’operato dell’FCC risulta essere incostituzionale nel momento in cui si obbligano le stazioni radio ad avere una potenza superiore a 100 watt.
Questo provvedimento, oltre ad andare contro il primo e il quinto emendamento della costituzione americana che dichiarano la libertà di parola e la possibilità di uguale accesso ai mezzi di comunicazione di massa, metteva in evidenza la totale arbitrarietà con cui l’FCC stava operando, dando la possibilità a Stephen di vincere la sua causa e di aprire un contenzioso che si sarebbe rivelato di vitale importanza in quanto precedente giuridico. La battaglia legale di Free Radio Berkeley ha avuto ampio eco all’interno del mondo dell’informazione americana ed ha permesso di far conoscere a un vasto pubblico l’attività delle micro stazioni pirata in Fm. Pochi mesi dopo il primo processo Free Radio Berkeley inizia a commercializzare un kit di trasmettitore fm al prezzo politico di 50 $ approfittando di una lacuna legislativa dell’FCC: in America è illegale vendere trasmettitori radiofonici funzionanti senza autorizzazione da parte degli organi federali, è invece possibile venderli a pezzi, in kit di montaggio, permettendo in questo modo di poter commercializzare in maniera completamente anonima via posta o attraverso internet, questi piccoli mezzi per il libero accesso all’etere. Dall’inizio del 1994 sono stati venduti più di cinquecento trasmettitori che vengono utilizzanti in il mondo. Uno degli utilizzi più famoso di questi strumenti per la comunicazione di è la radio dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale che trasmette da ormai un anno nella Selva Lacandona.
Free Radio Berkely ha inoltre attivato un servizio di assistenza legale alle stazioni pirata che possono richiedere aiuti e consulenze se hanno dei problemi con l’FCC e ha redatto insieme al CDC (Committee on Democratic Communication, un associazione per il libero accesso ai mezzi di comunicazione) una guida dal titolo “Cosa fare quando l’FCC bussa alla tua Porta”.
Sono ormai centinaia le stazioni pirata americane attive in Fm e rappresentano un importante voce nel campo dei diritti dei mezzi di comunicazione. Le richieste di queste stazioni all’FCC sono molteplice : una legislazione che permetta nuovamente le licenze a bassa potenza, una serie di frequenze disponibili in tutto il paese dove poter trasmettere senza disturbare o essere disturbati da altre stazioni, l’istituzione di un commissioni per i pari diritti di accesso all’etere. Alla base di queste richieste vi è la convinzione di dare all’etere la stessa importanza che hanno le altre risorse naturali, come i corsi d’acqua, le montagne o i parchi pubblici regolamentandone quindi l’accesso e l’uso da parte tutti i cittadini. Vi è un forte credo e una soprendente convinzione, da parte di chi opera su questo mezzo che in una società dove sempre maggiore è l’utilizzo del mezzo radio da parte di compagnie private per puri scopi di lucro lo stato deve preservare il diritto di ogni comunità o di ogni singola persona ad utilizzare l’etere per comunicare o per diffondere liberamente le proprie idee.
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