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Radio Pirata
Le magnifiche imprese dei bucanieri dell'etere
Storia e istruzioni per l'uso
Short Wave Week End
“Silence=defeat”
The Free Radio Network, USA 1996
Anche prima dell’avvento di Internet il mondo intero era completamente percorso da segnali che trasmettevano, in tutte le lingue conosciute, notizie, musica, intrattenimento, cultura, il tutto in tempo reale e senza l’impiego di sofisticate tecnologie digitali. Stiamo parlando dell’affascinante mondo delle stazioni radio in onde corte che, sfruttando la propagazione di queste frequenze anche oltre l’orizzonte visivo, permettono di ricevere in ogni momento trasmissioni provenienti da tutto il globo. Su queste frequenze i veri padroni sono le grandi stazioni radio statali che, mediante enormi impianti, riescono ad irradiare programmi che coprono talvolta tutto il globo che quindi vengono trasmessi in più lingue realizzando una platea di ascolto mondiale. Grandi stazioni come la Bbc o la nostra Rai hanno “servizi per la radiodiffusione in onde corte” con redazioni multilingue che preparano radiogiornali, programmi di intrattenimento e di trasmissioni culturali che possono essere ricevuti da cittadini di tutto il mondo. Soprattutto nei paesi dell’est sovietico è sempre stato motivo di vanto realizzare programmi multilingue che aggiornassero tutto il mondo riguardo gli enormi risultati in campo scientifico e tecnico realizzato dai grandi poteri comunisti.
Questa enorme possibilità di trasmettere fuori dai propri confini è stata naturalmente utilizzata dalle stazioni pirata di tutto il mondo e adesso andremo a scoprire come ogni fine settimana è possibile ricevere questi segnali liberi internazionali. Utilizzando un semplice ricevitore ad onde corte dotato di un’antenna di pochi metri di filo si puo scoprire un’attività incredibile di emissioni pirata provenienti soprattutto dal nord Europa che trasmettono nel week_end i loro programmi pieni di musica e di informazioni su altre emittenti. Le trasmissioni durano di solito un’ora o due a causa della precarietà degli impianti di trasmissione utilizzati (si tratta di solito di attrezzatura radioamatoriale modificata o di vecchi schemi di trasmettitori a valvole che non permettono ore e ore continue di messa in onda del segnale) o a causa della possibilità di essere individuati dalle autorità. Dal punto di vista legale questo tipo di emissioni vengono perseguite molto meno rispetto a quelle in banda FM in quanto vanno a nuocere bande di frequenze dove non vi sono allocati servizi primari o altri servizi di radiodiffusioni privati con grossi indotti pubblicitari: la gamme normalmente utilizzate corrispondono a frequenze assegnate al traffico marittino che, non essendo utilizzate in continuazione lasciano ampi spazi per questo tipo di emissioni. Un problema non facilmente risolvibile per le stazioni pirata che trasmettono in onde corte è la difficile occultabilità del sistema di antenna: infatti non ci troviamo davanti a piccoli stili d’alluminio lunghi due metri come vengono utilizzati in banda fm bensì il sistema d’antenne minino utilizzabile è un cavo di un ventina di metri che deve essere ben teso e tenuto alto e lontano da oggetti metallici o altri possibili oggetti di distrurbo. Questo fa si che le trasmissioni avvengano spesso da colline o da prati fuori città dove l’intero impianto di trasmissione (registratore a cassette, trasmettitore, antenna e generatore di corrente o batteria) viene montato appositamente per la trasmissione e poi velocemente occultato appena concluso il nostro breve palinsestro pirata.
Questi problemi non bloccano comunque l’attività su queste frequenze che continua dai primi anni ottanta in tutta Europa e in una buona parte degli stati americani. La tradizione europea del broacasting pirata in onde corte arriva dai paesi del Nord, Olanda e Germania in testa, dove tantissimi sono i gruppi di appassionati trasmettitori e anche di più i fans che passano ore ed ore attaccati al loro ricevitore ad onde corte ad ascoltare i brevi programmi dei loro dj pirata preferiti. Anche in questo caso, come avevamo già visto per le stazioni pirata in fm, la musica è il principale messaggio trasmesso da queste stazioni: ogni genere musicale trova spazio nell’etere europeo durante i weekend, dagli Olandesi sempre attenti alle ultime novità della scena tecko ravers ai Tedeschi che riempono le loro scalette di vecchi nostalgie anni ottanta. Il livello di professionalità di alcune stazioni è veramente sorprendente, in un’ora di trasmissione si puo ascoltare un palinsesto perfetto che può comprendere il momento della lettura delle lettere degli ascoltatori, la hit parade dei pezzi più in voga e naturalmente le indicazioni sulle altre stazioni radio pirata amiche. E’ possibile ascoltare jingle radiofonici realizzati apposta per ogni stazione in modo da rendere riconoscibile anche dopo un programmazione di pochi minuti. Ogni stazione possiede di solito una casella postale il più anonima possibile dove ricevere la posta degli ascoltatori che spesso si presenta in forma di rapporto d’ascolto.
Il rapporto d’ascolto viene spedito dal radioascoltatore appassionato all’emittente, ascoltatata magari per la prima volta, e contiene tutti i dati relativi all’ascolto effettuato (data e ora delle trasmissione ricevuta, frequenza, intensità del segnale ed eventuali disturbi, tipo di ricevitore ed antenna utilizzati) e una descrizione sommaria del programma che ha ascoltato: se i dati coincidono con l’effettiva programmazione della stazione pirata questa ricambia inviando una cartolina o una lettera di cortesia. E’ consuetudine l’uso di cartoline che vengono chiamate QSL (abbreviazione utilizzata nel gergo dei radioamatori che significa “ho ricevuto senza problemi la tua emissione”) che di solito riportano tutti i dati tecnici della stazione, il suo logo o qualsiasi altra immagine grafica che piaccia ai dj della radio in questione. Le QSL rappresentano il rapporto di cortesia che esiste tra gli ascoltatori e gli operatori delle radio pirata, e permettono infatti a chi trasmette di avere un effettivo riscontro sulla portata delle proprie emissioni e a chi ascolta di poter ricevere maggiori informazioni sull’emissione ascoltata e di poter iniziare un rapporto di collaborazione con altri appassionati di libera comunicazione. Esistono addirittura concorsi per la cartolina QSL graficamente più interessante; spesso ogni radio cambia mensilmente le proprio cartoline in modo da invogliare gli ascoltatori a mandare più volte il loro rapporto instaurando nella maggior parte dei casi un lungo rapporto di collaborazione e di amicizia con persone distanti anche migliaia di chilometri. Ricordiamo inoltre che scrivere una lettera a una radio pirata fa si che chi trasmette riceva una ulteriore motivazione nel continuare a farlo e quindi anche due righe di apprezzamento o un consiglio sul programma ascoltato contribuiscono a rendere l’etere sempre contaminato di libere stazioni. Esiste inoltre la possibilità per le stazioni che hanno intenzione di iniziare le emissioni in onde corte ma che non hanno la disponibilità tecnica per poterlo fare (rispetto alle emissioni FM non esistono kit o altri aiuti pratici per realizzare il proprio impianto di trasmissione) di affidare i propri programmi a stazioni che mettono a disposizione di chi lo richiede parecchie ore del proprio palinsestro a chi non ha appunto la possibilità di trasmettere direttamente. Questo tipo di stazioni vengono chiamate comunemente relay (ripetitori) e permettono che le onde corte diventino il campo di emissione di tantissime voci ed idee diverse.
Le stazioni relay nascono di solito quando una stazione pirata inizia ad avere un impianto trasmittente di buona qualità che gli permette di conquistarsi un buon bacino di ascolto e quindi è interessata a scambiare addirittura i suoi programmi con altre radio in modo da trasmettere i suoi messaggi in diversi paesi. Questo scambio bilaterale avviene spesso ed è possibile sentire un programma in tedesco ritrasmesso da un’emittente francese o viceversa. Esistono inoltre stazioni che hanno come unico scopo quello di ritrasmettere programmi altrui, un esempio molto famoso è quello della stazione Nexus-IRRS (Italian Radio Relay Service) di Milano. Nata nel 1987 da un gruppo di appassionati delle onde corte ha iniziato a trasmettere nel novembre del 1988 con programmi musicali e informativi in onda solo il Sabato e la Domenica sulle bande dei 75, 41 e 31 Metri. In poco tempo la stazione è diventata il punto di riferimento per chi voleva raggiungere una grossa platea di ascolto e non aveva i mezzi tecnici per poterlo fare. All’associazione Nexus “International Broadcasting Associazion” (che gestisce praticamente la stazione) è stato inoltre riconosciuto dalle Nazioni Unite lo status di “Ong”, arganizzazione non governativa, associandola al dipartimento informazione. In poco tempo il palinsesto di IRRS si è riempito di programmi di cultura ed informazioni redatti in varie lingue (in questo momento, l’estate del 1996, sono presenti trasmissioni in inglese, francese, spagnolo, russo, polacco e ucraino) e le ore di trasmissione sono diventate ventiquattro nell’arco dei sette giorni della settimana. IRRS permette quindi a un prezzo bassissimo di poter diffondere liberamente i proprio programmi a un pubblico vastissimo,e tutti gli introiti dell’associazione vengono riutilizzati per coprire i costi e per la manutenzione degli impianti. IRRS utilizza un trasmettitore Siemens da 10 Kw che gli permette di avere un segnale ascoltabile in tutto il mondo, rapporti di ascolti praticamente da ogni paese del pianeta hanno confermato appieno queste previsioni. Le frequenze utilizzate sono 7125 Khz la mattina , 3985 khz e 3955 khz i pomeriggio e la sera. E’ interessante notare come IRRS trasmette inoltre una serie di programmi musicali che di solito sono ospitate da stazioni pirata, e che in questo caso riescono a raggiungere una platea di ascolto ben più ampia.
Ecco quali sono e gamme utilizzare dalle stazione pirate europee in onde corte :
76 metri 3900 - 3950 Khz
48 metri 6200 - 6350 Khz
41 metri 7300 - 7500 Khz
Le maggiori possibilità di ascolto di queste stazioni si hanno, come ho già avuto occasione di ricordare, durante i fine settimana. A partire dal venerdì sera si può facilmente ascoltare sui 76 metri in cerca di qualche stazione, il sabato e la domenica mattina sui 48 e 41 avremo la possilità di sintonizzare radio di tutta Europa e magari con l’ausilio di buoni impianti d’antenna anche provenienti dagli Stati Uniti.
Per comprendere meglio la passione con cui molte persone ascoltano le stazioni pirata in onde corte vi riporto un breve riassunto di una intervista rilasciatami da Artiom, il fondatore della prima stazioni pirata russa. L’intervista ci permette di capire come spesso chi ascolta le stazioni pirata inizi dopo poco tempo a costruirsi il proprio trasmettitore per lanciare nell’etere i propri programmi.
Come ha conosciuto il mondo delle radio pirata in onde corte ?
E’ successo tutto cosi’ improvvisamente, in pochi giorni ho scoperto un fantastico modo di voci libere provenienti dalla vecchia Europa.
Conoscevo poche cose del mondo delle free radio quando un mio caro amico mi chiamo’, nel Aprile 1990, e mi disse con orgoglio di aver ascoltato “Passion Free Radio” una radio pirata europea in onde corte !
Chiesi a lui il maggior numero di informazioni possibili e il week-end dopo mi misi all’ascolto e naturalmente non ricevetti nessun segnale pirata. Il week-end dopo invece incredibilmente, sulla stessa frequenza, ascoltai anch’io Passion Radio. Ero decisamente commosso, avevo avuto il mio battesimo con il mondo delle radio pirata. Il fatto di aver ascoltato la stessa stazione dopo due week-end sulla stessa frequenza dove era stata ascoltata dal mio amico mi aveva sconvolto, non avrei mai immaginato di riuscirci con le mie apparecchiature. Dopo questa esperienza ho iniziato ad ascoltare le stazioni europee ogni fine settimana e ogni nuova stazione ascoltata riprovavo le stesse emozioni di quando ho ascoltato “Passion Radio”. Dopo pochi mesi ho conosciuto una persona che aveva inziato ad ascoltare le pirata piu’ o meno nelle stesso mio periodo. Un giorno si è presentato a casa mia con questa proposta : “Che ne pensi se mettiamo assieme una stazione tutta nostra ??” . La mia risposta fu naturalmente positiva e aiutati dalle grandi conoscenze elettroniche del mio amico ci siamo buttati a capofitto in questa esperienza.
La prima trasmissione test di Radio Russia Pirate Number One è avvenuta il 30 Novembre 1990 sui 3910 Khz con una durata di 15 minuti e una potenza in antenna di 30 watt. Naturalmente non avevano ancora un nostro programma e allora abbiamo ritrasmesso la musica di Fm Europa Plus, una stazione commerciale di Mosca.
I nostri primi programmi furono trasmessi in tutto l’etere europeo qualche mese dopo nei primi giorni di Marzo 1990: trasmettevano dei programmi musicali di 45 minuti sotto il nome di Radio Riot . Dopo qualche mese il nome fu cambiato in Radio Without Borders International e le trasmissioni proseguirono senza problemi fino al 1994. Dopo questa data il mio amico a causa di impegni lavorativi non ha più trovato il tempo per aiutarmi nella parte elettronica e la radio è momentaneamente spenta. Io ho continuato a produrre programmi di musica elettronica sotto il nome di “Romantic Space” e i miei nastri sono stati trasmessi in relay da Radio Pirana in Olanda, Radio WMR e LWR in Inghilterra, Radio USA negli Stati Uniti e una sola volta su Kiwi Radio in Nuova Zelanda. Tutte queste stazioni sono pirata che offrono alcune ore della loro programmazione a chi non ha l’attrezzatura per trasmettere e vuole lo stesso utilizzare in modo libero l’etere. In questo momento lavoro per una radio ufficiale a Mosca (Radio Rakurs, 792 khz AM) con conduttore di un programma di musica latinoamericana e continuo naturalmente ad ascoltare le stazioni pirata europee. Ultimamente mi è venuto a trovare in radio il mio vecchio amico con cui attivavamo Radio Riot, entrambi abbiamo l’intenzione di riattivare la nostra stazione pirata, personalmente penso che chi abbia a che fare con le stazioni pirata, sia come ascoltatore che come dj, avra questa passione nel cuore per sempre.
Che cosa ne pensi delle nuove tecnologie informatiche applicate nel campo radiofonico ?
Dunque forse suonera un po retro’ ma io credo ciecamente nella radio, sono sicuro che il computer è un ottimo strumento per comunicare ma gli ibridi come internet-radio non mi piacciono assolutamente.
In Italia esistono in questo momento una decina di stazioni in onde corte attive saltuariamente che fanno di solito capo ad associazioni di radioascolto. Come già spiegato, l’attività in onde corte presenta una serie di problemi tecnici relativi al trasmettitore e all’antenna che limitano di molto le possibilità d’utilizzo di queste frequenze da parte di chi vuole trasmettere liberamente. Il controllo da parte delle autorità è decisamente minore rispetto a quello vigente su fm, soprattutto per il fatto che non si vanno a disturbare le care emissioni (il termine care è usato per ricordarci l’alto indotto pubblicitario presente sulle nostre frequenze fm) delle stazioni locali o dei network. Bisogna comunque prestare molta attenzione ai disturbi che i trasmettitori in onde corte con le loro potenze relativamente alte possono causare agli apparecchi elettronici vicini alle nostre antenne. Disturbare le televisioni del vicinato durante il week_end con le nostre scalette musicali farebbe si che la nostra attività di libero bucaniere dell’etere abbia vita breve. Per questo motivo è consigliato distendere lontano dalla città i nostri amati fili trasmittenti in modo da essere difficilmente scovabili e nello stesso tempo sicuri di non rovinare la ricezione radiofonica o televisiva di ignari telespettatori. Dagli ascolti che ho affettuato durante quest’anno ho potuto ascoltare più di un cinquantina di stazioni diverse attive durante i weekend. Alcune di queste sono in attività ogni settimana con una programmazione fissa e un pubblico di appassionati che manda con frequenza il proprio rapporto di ascolto, altre invece si possono ascoltare magari solo una volta durante una trasmissione sperimentale rintracciata per pura casualità e poi più nulla. Spesso si possono ascoltare programmi speciali realizzati da più dj che mettono in comune le proprie apparecchiature garantendo così una durata di programmazione più lunga e un palinsestro più vario.
Proprio in questi giorni, durante la stesura del libro, ho ascoltato radio Level 48, nota emittente pirata detesca, trasmettere uno speciale programma di ventiquattro ore sui 6250 khz, che coinvolgeva l’equipe di altre nove stazioni pirata tedesche con il risultato di più di un centinaio di rapporti di ascolti ricevuti via posta e naturalmente via internet. Di solito ogni stazione realizza anche un bollettino con cadenza bimestrale contenente le news sulla propria programmazione e sugli ascolti di altre stazioni. Il tutto viene spedito agli ascoltatori, alle altre stazioni e soprattutto viene diffuso in rete mediante un sito web o mediante i newsgroup (fate riferimento al capitolo “Radio pirata e Internet” per gli indirizzo di stazioni attive in rete) in modo da raggiungere il maggior numero di ascoltatori possibile. Le stesse informazioni vengono inoltre diffuse in appositi programmi chiamati solitamente “DX INFO” realizzati apposta per gli appassionati radioascoltatori che sono sempre a caccia di nuovi segnali pirata in giro per l’etere.
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