QUIETE INTERIORE

Chi di noi agitato, ansioso, irrequieto non si è chiesto almeno una volta che cos'è questo stato che ci assale e perchè in alcuni momenti non sappiamo controllarlo e soprattutto cosa fare quando ne siamo travolti.
Per molto tempo abbiamo convissuto con i nostri stati di collera sentendoci vittime stesse dei nostri momenti d'ira in cui il fiato si faceva affannosso e ci sfoghiamo urlando contro i nostri vicini di automobile o peggio contro i nostri figli. Poi abbiamo capito che dovevamo essere attivi nella ricerca di una soluzione. Non siamo certo persone che si permettono di mancare di rispetto al prossimo ma sicuramente alzare la voce non ci ha mai fatto sentire nel pieno possesso delle nostre facoltà. Ci scappa la pazienza. Cosa fare?
Andiamo alla ricerca di metodi per trovare la pace interiore credendo di dover andare a scovare qualcosa che non abbiamo. A volte pensiamo di poter acquistare qualcosa che ci permette di trovare la calma dentro di noi, come un corso di yoga o una settimana di riposo e meditazione in un luogo lontano dalle fonti di stress che comunemente ci affliggono.
Invece una cosa di fondamentale importanza che dovremmo cominciare a considerare è che la calma interiore puo' essere intesa come assenza di turbamento (o euthimia come la chiamavano i Greci antichi) quindi non come qualcosa da trovare (la calma) ma come qualcosa che abbiamo già e che dobbiamo perdere (il turbamento).
Questo concetto confligge fortemente con il nostro concetto di "fare". Siamo abituati a pensare che l'essere attivi, sia sempre positivo. "Fare qualcosa", intraprendere una qualsiasi attività ci sembra l'unica cosa sensata altrimenti ci sentiamo sopraffatti da una sensazione di impotenza. Non abbiamo mai pensato che il modo per trovare la calma interiore può consistere nel ribaltare questo concetto e nell'esercitarsi a non fare, nel perdere l'abitudine a quel "fare" che ci rende cosi nervosi e sovraeccitati, che ci fa bruciare tutte le energie esaurendo le nostre forze vitali.
Questa è una delle teorie di base espressa nel "Libro della quiete interiore" del filosofo tedesco Gerd B. Achenbach, recentemente uscito per Apogeo Editore, 13 euro.
Achenbach è il fondatore della Società di Consulenza Filosofica, un approccio filosofico contemporaneo che si pone il problema di utilizzare la saggezza della filosofia rispetto ai problemi del mondo e alle questioni della natura umana.
Attingendo dalle argomentazioni dei padri della filosofia, dall'approccio stoico di Seneca a Nietzsche, il libro non si propone di suggerire una metologia o una tecnica diagnostica, ma riflette sull'arte che l'uomo può quotidianamente esercitare: quella dell'acconsentire, dell'approvare, del tollerare, del porsi in accordo con ciò che accade. Poichè solo ciò che possiamo accettare ha qualche chance di cambiamento mentre ciò che critichiamo e mettiamo in dubbio, recita il libro, viene costretto a difendersi e quindi rimane così com'è.
Ecco riapparire il filo conduttore del libro: il perdere. L'avere anche il coraggio di invertire il canonico concetto di tempo. Invece di accelerare sempre di più nella speranza di guadagnare tempo Achenbach ci suggerisce di percorrere la strada che conduce a rallentare sempre di più e recuperare quel tempo della vita che abbiamo perso mentre eravamo troppo impegnati a correre dietro alle nostre attività. Si, perchè corriamo cercando di risparmiare tempo e invece nei fatti perdiamo ciò che di più prezioso abbiamo : il tempo esistenziale. La lentezza e il silenzio al contrario ci concedono tempo e ci fanno arrivare a quello stato di tranquillità e di quiete interiore che ricerchiamo.
Un libro semplice e di facile lettura, dove la filosofia si presta a strumento di comprensione. Un libro divertente nel quale scoprire che la quiete interiore è qualcosa che l'uomo ha sempre cercato, anche molti secoli dell'era convulsa

1 Comments:
Mamma Sabrina,
I just found out about your blog. I wish I could see you and talk to you face to face. Your boys are extremely cute.
I miss you!
Kamran
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