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Esperimenti di antenne "invisibili" con l'accordatore SGC-237

Nei primi giorni di ottobre 2008 ho rimesso  in funzione la mia nuova stazione radioa matoriale dopo il mio trasferimento nel nuovo Qth di Ginevra in Svizzera. Per iniziare ho preferito installare qualcosa di invisibile visto in attesa del mio nominativo HB9 (alla fine è arrivato sono diventato HB9EMK) e anche perchè qui in Svizzera le installazioni di antenne radioamatoriali non sono viste molto bene.  Andando in giro per Ginevra si notano infatti pochissime antenne e i pochi radioamatori che si possono permette un impianto “serio” sono quelli che hanno a disposizione una villetta con annesso giardino. Io ho a disposizione nella mia nuova casa due piccoli balconcini e un terrazzo dove avevo intenzione di installare qualcosa di quasi invisibile. Prima di tutto ho fatto un bella ricerca in rete ho scoperto che la ditta americana SGC ha realizzato diverse guide sulle antenne stealth da realizzare con i loro famosi accordatori, la prima è un guida generale http://www.sgcworld.com/Publications/Books/stealthbook.pdf e poi c’è questo manuale di 44 pagine molto complete che propone diversi progetti molto semplici ed efficacy. http://www.sgcworld.com/Publications/Manuals/stealthman.pdf In entrambi questi manuali vengono descritte soprattutto antenne realizzate con loop di filo da installare in casa o sul balcone e poi da connettere direttamente ad un accordatore SCG senza utilizzare balun o cavi coassiali. Utilizzando questi esempi io ho realizzato di un loop filare che ho steso tra due balconcini della mia nuova casa di Confignon (paesino di campagna nei dintorni di Ginevra) alzandolo in altezza utilizzando dei bastoncini di bambo (quelli che si usano per le piante di casa) per renderlo il piu’ possibile lontano dal tetto. La forma e’ quella di un rettangolo, con un lato lungo di circa 10 metri e quello corto lungo 2 metri. Come filo ho utilizzato del filo di rame semirigido da 1.5 mm e al centro del loop ho collegato l’accordatore automatico SCG-237 mediante due fili che corrono paralleli. Il loop e’ praticamente invisibile all’occhio “non esperto” e sembra a prima vista uno strano sistema di fili per stendere. L’accordatore riesce a fare il suo lavoro e l’antenna è utilizzabile su tutte bande dai 40 metri in su’. I segnali durante le prime prove sono decisamente buoni, in Psk-31 in 20 metri durante le prime prove, all’ ora di pranzo ho ricevuto alcuni radioamatori americani e tutta europa. Dopo circa due settimane di prove i risultati sono decisamente buoni ed inaspettati. In telegrafia ho collegato quasi tutti i giorni diverse stazioni americane in 20 metri e giapponesi sui 17 metri, i segnali dall’Europa arrivano bene e come mi aspettavo il rumore è molto basso. Il secondo passo, che ho realizzato quando mi è arrivato il nominativo locale HB9EMK è stato quello di montare qualcosa di piu’ serio ma che fosse sempre molto lontano dall’idea di un’antenna vera e quindi poco visibile o riconoscibile dai vicini. Questa volta ho utilizzato come sostegno una canna da pesca di 7 metri in fibra di vetro che e’ stata collocata su uno dei due balcocini dove avevo allestito il primo loop quadrato. Usando sempre I bastoncini di bamboo ho realizzato i sostegni un sorta di delta loop mono elemento che viene ancora una volta alimentata direttamente dall’accordatore automatico Scg-237 Smartuner. Si tratta di un loop a forma di triangolo quasi equilatero, I due vertici inferiori sono attaccati ai bastancini di bamboo il vertice superiore è invece sostenuto dalla canna da pesca. Nella parte bassa utilizzando un pezzo di plastica di circa 10 cm ho realizzato un isolatore che serve per chiudere il loop e portare i due fili piu’ in basso verso l’accordatore. Anche in questo caso nessun balun o cavo coassiale viene utilizzato tra l’antenna e il tuner, semplicemente due i due fili vengono fatti correre paralleli, nel mio caso per circa 1.5 metri, come se si trattasse di una linea di alimentazione a scaletta. L’accordatore e’ appoggiato a terra sul balcone ed è inscatolato nella solito contenitore stagno della Gewiss. Durante le prime prove ho subito apprezzato un’enorme riduzione del rumore ricevuto in tutte le bande Hf rispetto alle prove fatte in precedenza con un radiatore verticale (anche in questo caso sostenuto dalla canna da pesca) e questo immagino sia causato dal fatto di usare un antenna elettricamente chiusa come il loop. La resa è decisamente buona a partire dai 40 metri in su, in 80 metri invece si riesce ad accordare ma a parte un’enorme irradiazione “locale” (che genera grossi problemi di rientri di radiofrequenza nel computer e nel telefono cordless) la resa è decisamente minima. Nella altre bande devo dire che ho avuto parecchi risultati inspettati, nei mesi di novembre e dicembre 2008, soprattutto la mattina presto in 14 e 18 mhz ho collegato numerose stazione asiatiche (Giappone, Korea del Sud, Cina) e il pomeriggio invece l’Africa e l’America del Nord sempre utilizzando una potenza di 50 watt in telegrafia. Per essere un semplice loop di filo appoggiato ad una canna da pesca i risultati mi hanno spesso stupito e l’unico svantaggio che ho riscontrato è quello di riscontrare un leggero rientro di radiofrequenza (il loop è installato molto vicino alla stazione radio e al mio pc) che non sono riuscito ad eliminare usando ferriti e choke sul cavo. Per rendere il tutto ancora meno “visibile” o quanto meno per renderla non simile ad un antenna ho aggiunto alla base, una lunga fila di bandierine da preghiera tibetane (piccole bandierine di stoffa colorata) tese tra i due sostegni inferiori del loop. Vista da lontano non sembra di sicuro qualcosa che puo’ trasmettere e anzi assomiglia semplicemente ad una strana installazione artistico religiosa da balcone. Il nome “antenna tibetana” è nato cosi e si e’ rapidamente diffuso in diversi siti internet. I miei progetti erano quelli di usare la loop solo per qualche prova ma visti gli ottimi risultati  per adesso rimane la mia antenna principale nel mio qth in HB9. L’utilizzo dell’accordatore automatico e di pochi metri di filo mi hanno veramente stupito e mi hanno permesso di stupirmi ancora una volta per l’eccezionale potenziale delle onde corte e della telegrafia.

Ecco l'antenna tibetana: (schema)

loop

Ecco la foto dell'installazione:

tibetana

questi invece erano i primi esperimenti con i loop: